CONCORSO DI IDEE PER LA RIQUALIFICAZIONE DEGLI EDIFICI E DELLE AREE PUBBLICHE NEL CENTRO DI LANZADA
Lanzada, Sondrio
Concorso

Il Centro Civico si articola a partire dall’asse pubblico costituito dalla via S. Giovanni. Questa allargandosi e diventando “piazza” mette in evidenza il “municipio” che si erge libero sopra la piazza, con evidente valenza simbolica.

La piazza si affaccia a nord/est mostrando il crinale su cui sorge Caspoggio. Sotto un articolato sistema di di piani, collegati da percorsi pubblici, raccorda la via S. Giovanni con via Palù. Su questi percorsi si attestano le diverse funzioni pubbliche che il “Centro “presenta. Un sistema che prendendo a modello il nucleo di più vecchio di Lanzada, ripropone l’uso dello spazio pubblico come se fosse ritagliato “dentro” la massa costruita delle abitazioni. Colpisce, percorrendo il vecchio nucleo di Lanzada, il dato dimensionale/volumetrico, in cui emerge la prevalenza della verticalità, quale connotazione del rapporto tra la contenuta superficie destinata al passaggio e le pareti che lo contengono.

Sorprende l’apertura che all’incrocio tra le vie si genera sul paesaggio. Una verticalità che si contrappone alla percezione orizzontale che il profilo delle montagne, se pur frastagliato, determina a contatto con il cielo.Un rimando alla linearità dei terrazzamenti coltivati, la dove il declivio si struttura, con sovrapposti muri legati dai tralci che sorreggono le viti, in un ordito di punti che si accavallano nell’armonioso rincorrersi di piccole aste verticali. La forte impennata della parete di serpentino anch’essa segnata dai solchi orizzontali della cava, improvvisamente, nel manto chiaroscurato dell’abetaia, unisce nel suo colore questa terra con il cielo.

Segno distintivo di unicità, questi elementi naturali e antropici, insieme al faticoso arrampicarsi tra i vicoli che segnano con scarti repentini di quota o più lunghe traversate tornanti l’ascesa da fondovalle alle abitazioni, costituiscono il contenuto esperienziale di questa proposta, così come il netto porsi degli elementi, nel loro rapido volgere di luce e ombra della valle, determina l’architettura dei nuovi volumi. Tutto si affranca decisamente a terra e pur elevandosi gli appartiene. E’ materia che cerchiamo diversamente di combinare. Questa è la pietra di serpentino ed anche il legno resinoso delle superfici verticali che a volte diventano aggettanti sul vuoto, quanto lo possono essere i tronchi una volta tagliati e lasciati a terra.

Ci si muove dentro questa realtà con un anelito rivolto al cielo ponendovi dimora, così che, nell’unitarietà di uno spazio “ritrovato” della “piazza civica” in modo complementare al luogo religioso e nell’appartenenza riconosciuta della Municipalità e dell’Educazione, è possibile porre un “segno” inequivocabile e riconoscibile di identità. La “Comune Casa.”

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CREDITI

Progetto: Giorgio Melesi con Daniele Melesi, Gemma Mauri, Mario Redaelli, Riva Federica, Angelo Carra, Sergio Pirolo